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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Riporto il manifesto contro la Violenza, la propaganda e la deportazione. Un manifesto di scrittori e artisti contro la violenza su rom, rumeni e donne denominato "Il triangolo nero".
Il triangolo nero
La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d'allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando "emergenze" e additando capri espiatori.
Una donna è stata violentata e uccisa a Roma. L’omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L'odioso crimine scuote l'Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.
Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena è stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignità? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che è italiana, e che l’assassino non è un uomo, ma un rumeno o un rom.
Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all'uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanità. Delle loro condizioni, nulla è più dato sapere.
Su queste vicende si scatena un'allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell'ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva l'assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono gettate in mezzo a una strada.
E poi? Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumenisono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall’Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla più forte, denunciando l’emergenza. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel Rapporto sulla Criminalità (1993-2006), non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli più bassi dell’ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto Eures-Ansa 2005, L'omicidio volontario in Italia e l’indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto. Nell’estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non è un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l’aspetto fisico e la disponibilità sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parità femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell’influenza politica, l’Italia è 84esima. Ultima dell’Unione Europea. La Romania è al 47esimo posto.
Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo?
Succede che è più facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell’insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.
Succede che è più facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all’assistenza sanitaria, al lavoro e all’alloggio dei migranti; che è più facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.
Succede che sotto il tappeto dell’equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno.
Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno è vittima di un omicidio bianco.
Sfruttamento sulle strade, dove trentamila donne rumene costrette a prostituirsi, metà delle quali minorenni, sono cedute dalla malavita organizzata a italianissimi clienti (ogni anno nove milioni di uomini italiani comprano un coito da schiave straniere, forma di violenza sessuale che è sotto gli occhi di tutti ma pochi vogliono vedere).
Sfruttamento in Romania, dove imprenditori italiani - dopo aver "delocalizzato" e creato disoccupazione in Italia - pagano salari da fame ai lavoratori.
Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d’ora di popolarità. Non si chiedono cosa avverrà domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che è dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre già echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco.
Succede che si sta sperimentando la costruzione del nemico assoluto, come con ebrei e rom sotto il nazi-fascismo, come con gli armeni in Turchia nel 1915, come con serbi, croati e bosniaci, reciprocamente, nell’ex-Jugoslavia negli anni Novanta, in nome di una politica che promette sicurezza in cambio della rinuncia ai principi di libertà, dignità e civiltà; che rende indistinguibili responsabilità individuali e collettive, effetti e cause, mali e rimedi; che invoca al governo uomini forti e chiede ai cittadini di farsi sudditi obbedienti.
Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell’intolleranza il triangolo nero degli asociali, il marchio d’infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom.
E non sembra che l'ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri.
Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell’intelligenza e della ragione.
Delitti individuali non giustificano castighi collettivi.
Essere rumeni o rom non è una forma di "concorso morale".
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.
Nessun popolo è illegale.
Per sottoscrivere: http://www.petitiononline.com/trianero/petition.html
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Nessun razzismo xenofobo fermerà il mondo multirazziale e cosmopolita. Io credo nella difesa dei valori dell'uguaglianza e nella giustizia sociale e politica della massa dei salariati rispetto a quella dei borghesi. Per questo vedo a pari merito il povero ladro criminale, illegale, violento e senza fissa dimora che non ha intenzione di lavorare e quindi di stare in società in modo dignitoso al pari del ricco imprenditore dedito alla frode fiscale, alla speculazione, allo sfruttamento privato del danaro e della risorse pubbliche. Un delinquente che sia povero o ricco va perseguitato e punito, perché danneggia la comunità onesta. Che sia esso di una nazionalità specifica, poco conta. l'appartenenza ad una nazione è un fatto puramente convenzionale. Se poi sono "stranieri" si grida allo spauracchio razzista. Gli imbecilli che razzisti lo sono davvero si compiacciono della correttezza delle loro tesi razziali pavoneggiando
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il sorriso ebete di chi afferma "ve lo avevamo detto". Una parte della sinistra, ribattezzata massimalista, in cui mi riconosco dice le fasce povere della società che delinquono, vanno difese, dando la colpa delle conseguenze criminali allo stato misero in cui versano senza rivolgersi però alle individualità. Senza voler ammettere che alcune persone possono essere delinquenti e criminali perché è l'unica cosa che sanno fare. Invece di essere un lavoratore salariato al pari di tanti onesti exstracomunitari che sputano sangue e sudore lontano da casa e che sognano una vita regolare ed onesta. Sarebbe come ammettere che l'individualità di una persona non dipenda dalla sua condizione socio-politica, ma da una visione distorta della vita e della legalità che lo porta a delinquere. Secondo me è esattamente così, altrimenti avremmo ladri gentiluomini con una coscienza sociale e di classe. Ma sappiamo che così non è. Il popolo della sinistra alternativa dovrà ammetterlo.
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Ho aderito al V-Day, tanto per mandare un Vaffanculo, non per altro, io d'altronde si sa ho un pensiero rivoluzionario. Fatto sta che i punti salienti del manifesto sono:
un Parlamento Pulito e si manifesterà per un secco "No" ai venticinque parlamentari condannati in Parlamento – infatti, recita il volantino diffuso: «nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva o in primo o secondo grado, in attesa del giudizio finale». |
Sono perfettamente d'accordo, ma cambierei comunque sistema e toglierei tutte le agevolazioni, perché il politico sia alla stregua di quello che fa il servizio al popolo e non il contrario.
Il secondo punto declama: «nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due Legislature. Giusto direi
Il terzo punto propone l’elezione diretta dei candidati al Parlamento(questa sarebbe una rivoluzione). A maggior ragione devono essere votati dai cittadini con una preferenza diretta e non dai segretari di partito».
In ogni caso mi sono creato un Avatar per la manifestazione on line, brutto che più brutto non si può, tipo me per esempio... Andrò a Milano domani per firmare. Chi fosse interessato trova tutto su www.beppegrillo.it
Mi rendo conto che essere tolleranti oggi per alcuni è davvero difficile. Soprattutto in città come Milano o Roma dove il contrasto benessere-miseria è drammaticamente evidente. La nostra è una società che vede ogni giorno ondate di disperati a cercare una piccola fetta del nostro benessere.
(a forza di essere vento)
Khorakhanè: tribù rom di provenienza serbo-montenegrina (Fabrizio De Andrè)
Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento
porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso
qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura
nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace
[Khorakhanè Lyrics on http://www.lyricsmania.com]
i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via
e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere
ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare
e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio
Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta
Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna
vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla
perché l'aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà
ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti
sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali
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Ma qual è il confine tra il giornalismo e il carognismo? Non è possibile che su ogni cadavere all'onore delle cronache non si faccia più informazione, ma lucro e speculazione. Così come Vespa utilizza il dramma di Cogne con plastici, psicologi e subrette miscelati squallidamente in pessimi talk show lasciati in eredità dall'orrenda scuola Costanziana. Anche Mentana, come un novello Corona, si butta sulle carogne di Erba e spolpa tutto quello che trova. Così le vittime, quelle in vita intendo, diventano star televisive e condiscono il loro lutto con comparsate nelle trasmissioni degli avvoltoi. Anche i Corona della situazione che sfruttano la prostituzione di giovani decerebrate ragazzette e stupidi ragazzotti da accompagnare nelle serate in dei vip, offrono un futuro da modello ad Azuz. E quando poi finiscono giustamente in galera, |
il manager gli insegna che non esiste la rovina, ma solo una nuova opportunità. Così egli diventa paladino dell'oppressione e vittima dell'ingiustizia del sistema. Un occasione ghiotta per avere più fama e fare soldi a palate. La complicità dei giornalisti non manca mai. Questi ultimi, e nella fattispecie Enrico Mentana, che è sulla breccia dell'onda per ospitare all'interno del suo show una fiction sulla strage di Erba.
A costoro non bastava fare del pessimo giornalismo, di quello che s'inchina davanti all'odiens. Non bastavano le recite e le ricostruzioni con attori e comparse desiderose di mettersi in mostra davanti alla cinepresa. Non bastavano le sgallettate subrette e veline, improvvisate come opinion girl di cui non si può fare a meno. Apparizioni compensate probabilmente da fugaci e piacevoli compromessi. Ma non voglio fare del moralismo, anche perché se abbiamo voglia sbavare dietro tette e culi, guardiamo i programmi adatti e non quelli di informazione dove vogliamo appunto informazioni "giornalistiche" e non assistere alle passerelle delle starlet sempre e solo su tematiche sessuali, o dove il sesso non c'entra, farcelo entrare comunque. Questo tanto per chiarire. In ogni caso ora andiamo oltre, siamo addirittura alla Fiction. Tutti recitano, tutti sono attori, perché la televisione è la suprema finzione della vita e trova la sua linfa vitale nelle disgrazie della gente comune e nella stupidità dei telespettatori, di cui i politici vip e attori amano ripetere che in fin dei conti non sono così stupidi come loro pensano.
Ieri il corteo all'Aquila, cittadina che conosco bene, contro il carcere duro previsto dall'articolo 41 bis. La manifestazione è giunta davanti al penitenziario dove è detenuta Nadia Desdemona Lioce, leader delle Nuove Br. Il corteo, organizzato dall'area "movimentista-eversiva", si è svolto proprio mentre da Bologna arrivava la notizia di scritte contro Marco Biagi, apparse nei pressi dell'abitazione del giuslavorista ucciso dai terroristi.
Sono stato sempre contrario alla legge Biagi. Ritengo che la fase sociale iniziata con il famoso "pacchetto Treu" e via via degenerata in una serie di contratti volti a creare quasi in maniera strategica la precarizzazione di un'intera generazione, abbia notevolmente peggiorato la vita di molti lavoratori ed in generale di tutti i salariati. Da questa forma di gestione del lavoro e del salario non poteva che scaturire uno scontro sociale. Nonostante ciò, in casi come questo, si va tristemente oltre e si ottiene un effetto preoccupante. Le frange giovanili diventano ciecamente estremiste, inconsapevoli dell'ottusità di un "movimento" incapace di riflettere e di proporre in sistema di cose corretto e giusto. Disilluse dall'idea di un nuovo mondo, di un'obbiettivo socialista di emancipazione e di eliminazione delle classi. Incapace di fare una rivoluzione in nome della "GIUSTIZIA SOCIALE" e del rispetto dell'essere umano, di tutti gli esseri umani. Scagliarsi ciecamente contro un sistema di cose come barbari è il volto più idiota dei movimenti.
In attesa del primo maggio, la festa di noi tutti "lavoratori", oggi ascolto su LIFEGATERADIO , che ha dedicato una trasmissione intera sui canti di protesta, "il Fannullone" di De Andrè, una delle fotografie migliori della società e e allo stesso tempo stesso un efficace strumento di denuncia della condizione dell'uomo salariato.
Beh riflettevo su tutto questo mentre si spazzolavano le persiane in una calda domenica di fine aprile.
Il Fannullone
Senza pretesa di voler strafare
io dormo al giorno quattordici ore
anche per questo nel mio rione
godo la fama di fannullone
ma non si sdegni la brava gente
se nella vita non riesco a far niente.
Tu vaghi per le strade quasi tutta la notte
sognando mille favole di gloria e di vendette
racconti le tue storie a pochi uomini ormai stanchi
che ridono fissandoti con vuoti sguardi bianchi
tu reciti una parte fastidiosa alla gente
facendo della vita una commedia divertente.
Ho anche provato a lavorare
senza risparmio mi diedi da fare
ma il sol risultato dell'esperimento
fu della fame un tragico aumento
non si risenta la gente per bene
se non mi adatto a portar le catene.
Ti diedero lavoro in un grande ristorante
a lavare gli avanzi della gente elegante
ma tu dicevi -il cielo è la mia unica fortuna
e l'acqua dei piatti non rispecchia la luna
tornasti a cantar storie lungo strade di notte
sfidando il buon umore delle tue scarpe rotte.
-Non sono poi quel cagnaccio malvagio
senza morale straccione e randagio
che si accontenta di un osso bucato
con affettuoso disprezzo gettato
al fannullone sa battere il cuore
il cane randagio ha trovato il suo amore.
Pensasti al matrimonio come al giro di una danza
amasti la tua donna come un giorno di vacanza
hai preso la tua casa per rifugio alla tua fiacca
per un attaccapanni a cui appendere la giacca
e la tua dolce sposa consolò la sua tristezza
cercando tra la gente chi le offrisse tenerezza.
È andata via senza fare rumore
forse cantando una storia d'amore
la raccontava ad un mondo ormai stanco
che camminava distratto al suo fianco
lei tornerà in una notte d'estate
l'applaudiranno le stelle incantate
rischiareranno dall'alto i lampioni
la strana danza di due fannulloni
la luna avrà dell'argento il colore
sopra la schiena dei gatti in amore.
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Da qualche tempo la mia sfera politico-sociale è sotto analisi. In conflitto ci sono due mastodontiche questioni: a) Questo mondo e questa società è immutabile e svilupperà nuove forme di oppressione alle quali dovremo continuamente adattarci? b) In vista di una possibile rivoluzione, ( il capitalismo bene inteso è una fase storica che lascerà il posto ad un'altro sistema |
di cose) dobbiamo prepararci a lottare perchè si affermi una società migliore di quella che lasceremo? E se si chi e cosa la cambierà? Un dilemma non da poco. Mi sorregge solo un'immutata speranza in una società fondata sull'uguaglianza, dove nessuno sia più sfruttato, dove spariscano sopraffazione, guerre, potere politico ed economico e dove le ricchezze materiali siano a disposizione di tutti. Utopia? Si forse, non lo so con certezza, però credo che perseverando su questa strada perfezioneremo le cose di giorno in giorno, fino all'obiettivo finale. Questa "prospettiva" ha sempre condizionato la mia vita e di tutti quegli idealisti che come me hanno simpatizzato per una mentalità libertaria e internazionalista. Questa massa evidentemente poco omogenea e indirizzata di volta in volta da organizzazioni e associazioni di vario genere, idealisti di convenienza corrotti, politici, opportunisti e via dicendo, si è ramificata in ogni direzione, spingendosi gli uni contro gli altri fino ad accusarsi a vicenda di tradimento. Questa infantile bagarre ha disorientato le masse fino a fargli perdere di vista l'obiettivo, considerato più utopistico che mai. La via del socialismo puerile e utopistico di Owen, Saint Simon e Fourier e poi quello "scientifico" di Marx ed Engels a quello ambizioso di Lenin fino a quello tristemente "reale" dei dittatori che nulla hanno avuto da spartire con il comunismo.
L'abolizione totale del mercato, l'eliminazione delle classi e dei rapporti di produzione sembra però per alcuni sparuti gruppi di idealisti, divenire un traguardo raggiungibile. Non è questo il fascino a mi sottraggo, ma è alla meticolosa e scrupolosa scienza esatta del socialismo. Sarà perchè io con la scienza e la matematica non sono mai andato d'accordo, ma guardando un mondo futuro e programmarlo scientificamente, non è cosa che mi entusiasma. Io che sono più sanguigno penso che un altro mondo è possibile e lo guardo con gli occhi della passione e del cuore, ma fare affidamento sull'intelligenza umana per un mondo migliore non è esattamente una scienza esatta.
In ogni caso, credo che la rivoluzione sia veramente permanente, in tutti i campi. Le battaglie gli uomini, i bisogni, le masse di pensiero e l'emancipazione di tutti, il cosmopolitismo, l'uguaglianza la libertà da ogni forma di oppressione, dal razzismo e di religione è un processo storico inarrestabile. Inutile quindi che alcuni "conservatori" si affannino tanto ad arginare il processo delle cose, essi ne sono già travolti e presto lasceranno il posto a nuove generazioni di pensiero. Il seme libertario cresce ogni giorno di più e genera sempre un uomo nuovo. Egli, però, deve dirigere questi processi verso le strade più razionali, quelle che riguardano l'esistenza di tutti, e prevenirne tutte le storture e le imperfezioni come il discriminato uso delle risorse umane. Ecco, io credo che questo possa essere il giusto cammino.
Quindi è l'economia, il denaro e il potere la causa dell'ingiustizia e della sopraffazione? Certo, lo credo profondamente. È altrettanto vero che per chiunque l'assenza di questi fattori oggi non sia possibile, che sia semplicemente utopistico anche considerarlo.
Marx ha scoperto quale valore e quale potere hanno i rapporti di produzione e che la struttura economica della società ne determina la politica. PANTA REI (per citare Eraclito e far credere di essere una persona colta), Tutto scorre, tutto va, "'L'uomo non ripetere la stessa esperienza per due volte, giacché ogni ente, nella sua realtà apparente, è sottoposto alla legge inesorabile del tempo." "egli è in continuo mutamento, un'armonia profonda che governa in modo oscuro e inconoscibile la perenne dialettica fra contrari."
Quindi tutto è in movimento, tutto muta, esattamente come le fasi storiche, i moti di produzione cambiano in maniera evidente con le lotte politiche e con le guerre." Avremo dunque un futuro certamente diverso, vedremo il capitalismo trasformarsi in altro sistema, possibilmente migliore, visto che la tendenza storica è stata sempre questa.
Su Sanremo mi vengono in mente le parole di Beppe Grillo al festival di qualche anno fa, quando commentando i "cantanti" disse: "Cosa vuoi dire su Jovanotti. Non puoi mica fare una battuta intelligente, coi doppi sensi. Devi aspettare che canta, e mentre canta Gimme Five gli vai dietro... e PAH!!!! Vai a lavorare. IN MINIERA!!!"
Simo una civiltà di corrotti e potenzialmente corruttibili dal Dio della lussuria e della ricchezza. Oggi tutto diventa bussines, anche le sventure, le vergogne e le disgrazie della vita. Così ricchi pr e papponi di malaffare, che curano "l'immagine" vip, si rimettono, per così dire, in "discussione" e propongono album delle figurine per cavalcare la cresta dell'onda dei loro guai giudiziari. Il popolo normale, o quasi, vende a costoro il lutto e le lacrime dietro pressioni e lusinghe. In questo modo dalle nostre miserie ricaviamo fortune, dalle condanne fama e pubblicità, dagli omicidi i best seller e così via in una moltitudine di talk show, programmi a tema e riviste patinate dove siamo esibiti come il vip di turno. Vespe e Costanzi che spuntano da ogni dove riempiendo tutto di grotteschi personaggi in vendita e sgallettate ragazze disposte a tutto. Speriamo solo che non accada nulla a noi e ai nostri conoscenti, perché questo potrebbe fare addirittura la nostra fortuna economica, ma anche una squallida rovina morale. Per questo siamo tutti potenziali corrotti, e lo saremo fino a quando non ci renderemo conto che siamo noi ad essere in vendita e non il palinsesto televisivo. Siamo la merce, siamo noi il letame dal quale vogliamo far crescere i diamanti, perché dei fiori non sappiamo cosa farcene.
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Sono passati esattamente tre anni da quando, passeggiando per strada, vidi per la prima volta quel simpaticone barbuto che risponde al nome di Babbo Natale. Tutto intento ad arrampicarsi su per una scala. Faceva bella mostra di sé dalla facciata di un palazzo di via Torino. Oggi questa moda che una volta trovavo simpatica è dilagata a tal punto da diventare fastidiosa tanto quanto i nani da giardino. |
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Oggi i Babbi natale devastano le facciate dei palazzi che si riempiono di punti rossi come la varicella, si moltiplicano e si riproducono nelle alcove delle ringhiere o appesi ai davanzali delle finestre, aggrappati alle loro scalette o penzolando dalle funi chiazzeggiano il panorama cittadino di macchie rosse e verdi. Una folla di paffutissimi bambolotti con lo zainetto esposti al freddo e al gelo forse fanno tenerezza, ma in realtà sono forme di vita aliene che si cibano di una particolare sostanza contenuta nella calce e nei mattoni. Contro di loro, nulla possono le intemperie dell'inverno cittadino, le forti raffiche di vento, la brina mattutina e le polveri sottili. Essi resistono e si adattano alle ostilità naturali ed artificiali come corazzatissimi bagarozzi appesi in ogni dove, tanto da destare la seria preoccupazione che si potrebbe avere di fronte all'invasione di uno sciame di cavallette devastatrici. Il fenomeno ormai fuori controllo, pare sia al vaglio di una commissione parlamentare, istituita appositamente per fronteggiare l'emergenza. La proposta di legge è incentrata sulla prevenzione e si prefigge di creare dei centri di recupero contro la dipendenza dai fenomeni di massa. Una volta volevano tutti andare controcorrente, oggi quando il tuo vicino fa una qualsiasi cosa, anche tu fai la stessa identica cosa e così si crea un circolo vizioso e morboso. Il mondo si sta omologando, stiamo veramente diventando tutti uguali?
Immaginare come sarà il mondo tra qualche anno con la tecnologia in continua evoluzione non è poi così difficile. La robotica ha in cantiere prototipi sempre più simili all'uomo, i navigatori satellitari ricostruiranno perfettamente ed in modo completamente realistico i nostri percorsi come in un videogioco. i cellulari si trasformerà sicuramente in strumenti avanzatissimi con i quali gestire ogni cosa, saranno scanner ottici, satellitari, televisori, generatori di ologrammi, pass, telefoni, carte d'identità, gestiranno foto audio, video e dati in grandissima quantità, arriverà la meccanica quantistica a dominare i nostri elettrodomestici e computer. E la società? se non ci saranno sconvolgimenti bellici dei dementi politici e dei terroristi fondamentalisti, seguirà inevitabilmente, come del resto sta facendo, la via dell'emancipazione e della libertà dai dogmi e da pregiudizi religiosi e di pensiero. Si, perché ci sono processi che nessuno può fermare e che nessuno fermerà mai. Questi sono il cosmopolitismo, l'omosessualità, la convivenza civile tra diverse culture e razze che in un mondo sempre più globalizzato tende a creare una unica grande civiltà fatta di esseri umani, tutti con eguali diritti. Una grande e bella utopia che potrebbe realizzarsi e che è costantemente messa in pericolo dalle esigenze capitaliste delle grandi multinazionali, che tolgono ossigeno al mondo e depredano la natura e l'ambiente in cui viviamo.
I desideri che abbiamo ci influenzano a tal punto da vedere realmente quello che stiamo desiderando. Beh se è così, credo che si possano spiegare anche molti fenomeni mistici. Sono convinto che la paura delle cose o la fede riesca a condizionare a tal punto le persone da fargli vedere o immaginare cose che in realtà non esistono, nonostante ciò , penso che alcune emozioni siano difficilmente controllabili. In altre parole possiamo interpretare delle particolari situazioni in base alle nostre aspettative.
È quanto affermano due psicologi della Cornell University in un articolo che ho letto oggi su Repubblica e che riporto di seguito
WASHINGTON - Senza saperlo, quello che desideriamo controlla quello che poi vediamo. O, per lo meno, lo influenza. Ne sono certi David Dunning ed Emily Balcetis, i due psicologi della Cornell University autori dello studio che sarà pubblicato sul prossimo numero del Journal of Personality and Social Psychology.
"In psicologia esiste un'antichissima ipotesi - afferma David Dunning - secondo cui i desideri possono influenzare che cosa vedono le persone". La teoria sarebbe rimasta latente per circa 40 anni, senza alcuna prova a sostegno. "Noi abbiamo voluto esaminare di nuovo le acque oscure".
Prima di rendere note le loro conclusioni il professor Dunning e la sua allieva Emily Balcetis, hanno eseguito cinque test separati su 412 volontari della Cornell University. Gli psicologi hanno presentato ai candidati un'immagine ambigua che alcuni hanno interpretato come una testa di un cavallo, altri come il corpo di una foca. Ai volontari, era però stato detto che, a seconda di quello che avrebbero visto, avrebbero dovuto testare una fresca spermuta di arancio o una gelatinosa e piuttosto sgradevole passata di verdura.
Risultato: i cervelli dei partecipanti, ignari del reale fine dell'esperimento, hanno sempre "scelto" la figura che li avrebbe portati alla spremuta. "Questo dimostra - ha spiegato Dunning - che il cervello è stato condizionato e, a seconda di quello che l'interessato avrebbero preferito testare, ha interpretato l'immagine come la testa di un equino o il corpo di un animale marino".
"Le due figure che abbiamo usato sono state scelte accuratamente in modo che le persone, all'oscuro dell'esperimento, non potessero mentire o ingannare," ha tenuto a precisare Dunning. L'unico compito dei 412 era indicare che tipo di immagine stavano vedendo a seconda di quale bevanda avrebbero preferito testare. Questo ha attivato un desiderio che ha indiscutibilmente condizionato l'immagine poi vista. "Inoltre - ha precisato Dunning - abbiamo rintracciato i movimenti automatici e inconsci dell'occhio che erano fuori dal loro controllo. Questo indica che i volontari non avrebbero potuto conoscere a priori l'opzione alternativa disponibile".
Dopo la ricerca di Dunning, tutti gli altri scienziati e psicologi che si sono dedicati allo studio del collegamento fra ciò che si pensa e le reazioni fisiologiche nell'occhio, fanno il punto sulle possibilità e le potenzialità dell'auto-motivazione. "Potremmo interpretare le situazioni ambigue in rapporto alle nostre aspettative, le speranze e le vie d'uscita dai nostri timori? Questa è la nostra prossima domanda".
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bisognerebbe organiz...
25/05/2010 @ 23:29:38 Di salvatore
i nostri cani
22/02/2010 @ 20:46:11 Di ferronifrancesca
Cosa diavolo c'è da ...
12/02/2010 @ 16:35:43 Di Daniela Senepa
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25/01/2010 @ 23:06:28 Di fegatello
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15/01/2010 @ 22:59:28 Di fegatello
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12/01/2010 @ 15:12:38 Di Ce
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10/01/2010 @ 15:35:34 Di fegatello
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09/01/2010 @ 12:48:37 Di If
Braedo Cesidio, vedo...
18/12/2009 @ 21:55:25 Di Fegatello
Caro mio, ammesso ch...
03/12/2009 @ 17:37:58 Di Ce
Il mondo del lavoro ...
20/11/2009 @ 21:59:55 Di Fegatello
when the wind of ...
11/11/2009 @ 04:45:59 Di ugg boots
Cesidio, ti rispondo...
06/11/2009 @ 22:12:14 Di fegatello
Su quello che dici i...
06/11/2009 @ 16:25:03 Di Ce
NO, nessuno. Credo d...
06/11/2009 @ 15:52:35 Di Ce
Mi trovo stranamente...
06/11/2009 @ 15:42:31 Di fegatello
Penso sia un'apertur...
04/11/2009 @ 19:02:02 Di Rodolfo
Dimenticavo............
23/10/2009 @ 21:52:10 Di Fegatello
Non c'è male anche p...
23/10/2009 @ 21:50:38 Di Fegatello
Io so che ora vive t...
23/10/2009 @ 21:43:04 Di Fegatello
grazie dell'informaz...
20/10/2009 @ 08:49:09 Di Christa Raich
È un pensiero che ho...
19/10/2009 @ 17:58:41 Di Ce
Posso solo dirti che...
18/10/2009 @ 20:56:46 Di Ce
Dopo 2 mesi rientro ...
18/10/2009 @ 19:09:12 Di Fegatello
ciao,sono una vecchi...
17/10/2009 @ 22:56:38 Di christa
Ciao Michele, ti com...
04/10/2009 @ 13:43:13 Di Ivangel
Dico che questa è un...
04/10/2009 @ 00:01:27 Di Michele
fantastico!, lograst...
28/09/2009 @ 10:56:41 Di thay
Bello,simpatico, com...
27/09/2009 @ 15:48:29 Di Fegatello
In tanto tra una fan...
23/09/2009 @ 23:40:04 Di Fegatello
Quest'anno, a gorian...
21/09/2009 @ 23:04:23 Di Fegatello
))
11/09/2009 @ 10:39:38 Di rey
concordo: clima un p...
03/09/2009 @ 23:42:04 Di M.Elena Iarossi
Siamo tutti piccoli ...
18/05/2009 @ 10:31:44 Di Ce
Sì, è davvero un bru...
18/05/2009 @ 09:35:35 Di Ce
Riuscire in questo m...
16/05/2009 @ 22:01:38 Di Fegatello
ciao! il testo che h...
24/04/2009 @ 22:07:11 Di maria elena iarossi
ho visitato finalmen...
14/04/2009 @ 12:43:06 Di pasquale
ascoltavo i Cure e ...
20/02/2009 @ 17:44:03 Di Fegatello
Sì lo farò, di cose ...
30/01/2009 @ 10:16:08 Di Ce
Ti volevo sollecitar...
27/01/2009 @ 21:03:42 Di Fegatello
Già, chissà perché s...
17/01/2009 @ 23:58:25 Di Ce
La vedo dura, propri...
16/01/2009 @ 18:19:10 Di Fegatello
visto che ha aapproz...
27/12/2008 @ 17:02:44 Di bayle
Nonno di ZamponeNonn...
26/12/2008 @ 21:55:44 Di Anonimo
Molto bella la sugge...
26/12/2008 @ 21:53:26 Di Fegatello
Nulla è più essenzia...
22/12/2008 @ 00:16:42 Di Ce
Beato te che ti puoi...
21/12/2008 @ 23:26:07 Di Anonimo
messaggio per Cesidi...
19/12/2008 @ 18:57:03 Di Domenico D'Amico
Non fraintendermi, a...
17/12/2008 @ 19:49:52 Di Fegatello
No, non so, basta. È...
16/12/2008 @ 11:56:09 Di Ce
Potresti pubblicarne...
14/12/2008 @ 19:06:36 Di Fegatello
Non so bene a che ge...
13/12/2008 @ 23:41:47 Di CE
Mi ero soffermato su...
12/12/2008 @ 18:11:11 Di FEGATELLO
COSA SONO I FRASEGGI...
12/12/2008 @ 18:06:11 Di FEGATELLO
Ho inserito pezzo su...
24/11/2008 @ 14:31:56 Di filippo
Vai su www.abruzzo24...
22/11/2008 @ 14:08:58 Di Anonimo
compà fai paura!!
21/11/2008 @ 14:35:24 Di alessandro
Ammetto d'essere Abr...
16/11/2008 @ 01:14:21 Di Fegatello
Filì, ma certo che p...
13/11/2008 @ 14:21:38 Di Ce
Posso mettere questo...
13/11/2008 @ 14:06:07 Di Filippo
Bella frà! Bigliu bl...
13/11/2008 @ 13:57:56 Di Filippo Tronca
SATURNO UNO DI NOI!!...
29/10/2008 @ 12:45:11 Di GORIANO ALCOOLICA
Non tutti i razzisti...
10/10/2008 @ 12:09:06 Di Ce
Mah..........sei sic...
07/10/2008 @ 15:06:47 Di Fegatello
Sì, ma non hai detto...
03/10/2008 @ 11:45:06 Di Ce
spettacolare
03/10/2008 @ 09:56:51 Di Anonimo
ah ah ah!!! adesso h...
03/10/2008 @ 09:52:46 Di luca
Bene, ma ricorda per...
30/09/2008 @ 12:45:18 Di Ce
No, non temo, anzi m...
27/09/2008 @ 11:08:13 Di Fegatello
Complimenti per la s...
25/09/2008 @ 22:17:52 Di Ce
Eh mio caro, il cora...
25/09/2008 @ 17:52:55 Di anonimo
Caro Barman dalla li...
18/09/2008 @ 00:12:14 Di Ivana
Forse ho usato frasi...
15/09/2008 @ 21:47:55 Di Anonimo
Le foto purtroppo no...
30/08/2008 @ 15:34:58 Di IvAngel
Complimenti per il b...
30/08/2008 @ 00:45:54 Di Gianfranco Graziani
e anche quest anno i...
17/08/2008 @ 22:39:29 Di luca
Si cerca ogni volta ...
15/07/2008 @ 16:15:23 Di ju fije di Ivo
05/09/2010 @ 8.17.19
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una follia di
Cesidio Angelantoni |
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