Natale, tempo di feste, regali e mercatini. Impossibile sottrarsi a questa giostra che investe tutto e tutti, così sciorinando tra le fiere si fanno le compere più strane, l'inutile, il bello e l'effimero la fanno da padroni. Poi ci sono un mucchio di cose utilissime e costose, ma tu cerchi il particolare, quello che non hanno gli altri, per sentirti dire "Bello, dove l'hai trovato?"Una volta si rispondeva: "Durante un viaggio nelle terre di Yavano, alle pendici del monte Tulos, ho scoperto un mercatino nella sperduta città di "Tarwis" che si perdeva tra tra i vicoli saturi d'incensi e aromi di zenzero, dove un vecchio dell'etnia degli "hugabish" intrecciava collane di osso di drago e piume di Dodo. Si dice che questa collana sia un amuleto magico e che abbia il potere di... ecc... ecc..".
E tutto aveva un sapore esotico, mistico, intrigante. Oggi quella stracazzo di collana è intrecciata da un cinese in uno scantinato della Brianza oppure da un bambino pakistano e puoi tranquillamente trovarla nel centro di milano, sbattuta in fondo al cesto delle offerte dell'autogrill o riproposta nelle fiere dell'artigianato dove trovi di tutto alla fine compri delle minchiate colossali come il vermillo che salta dai bicchieri, che esiste da trent'anni e che tutti (tu compreso) ancora ti chiedi come faccia. Bè, comunque, una delle cose inutili e "orrendamente belle" che abbiamo comperato è la brutta facciazza di questo Canapazzo appeso al muro a scopo terapeutico. Cioè serve ad avere sotto gli occhi un ceffo più brutto del sottoscritto e questo giova notevolmente al mio umore.
Certo che Facebook sta rubando molto del tempo che dedico a questo blog,il motivo è chiaro, FB è un metodo più diretto che ha nelle cerchie di amici veri, aggregati o fasulli un interscambio maggiore di un blog ma meno analitico. Sembra una lotta a chi possiede più amici, ma alzi la mano chi si interfaccia con almeno un decimo di tutti quelli con cui ha stretto amicizia. Anche se a volte sembra tematico, non ci sono gruppi di discussione veri, ci si aderisce al solo scopo di fare in modo che i tuoi amici sappiano che sei un fan di tizio o appartieni al gruppo di "quelli che gli piace beve" o "se lo fai il primo dell'anno...". In ogni caso anche io sono intrappolato in questo meccanismo, almeno fin quanto dura l'infatuazione.
Alla mezzanotte e 56 minuti del 13 settembre 2007 ho finalmente risolto il cubo di Rubik!!!!! Vi avevo fatto vedere i miei straordinari progressi nei post precedenti e finalmente ho trovato le mosse giuste per completare tutte quelle facciazze. L'ho cominciato circa 25 anni fa, mica male no? Tutto grazie ad un paio di suggerimenti on-line. C'è chi ci mette circa 30 secondi. Buonanotte.
Penso che uno degli obiettivi della mia generazione sia stato quello di risolvere il cubo di Rubik o "cubo magico". Chi non ha sognato almeno una volta di risolvere il famigerato rompicapo? Chi non ha invidiato fortemente chiunque fosse stato in grado di risolverlo? Beh, l'altra sera mentre ero sul treno e mi recavo al lavoro una tipa di fronte a me lo avrà disfatto e ricomposto continuamente nel giro di pochi minuti. Poi il giorno dopo lo vedo nelle mani di un collega, quindi mi viene voglia di raggiungere finalmente questo traguardo della vita e mettermi la coscienza in pace. Ma per ora sono arrivato solo a questo punto. Mica male no? Vanno considerate anche le mie modeste capacità.
Un sabato intero al parco termale del Garda a torturarci piacevolmente le membra dai potenti getti d'acqua e dagli idromassaggi del bellisimo centro vicino Lazise. Tra prati erbosi, laghetti sulfurei, e vasche fino a 39 gradi centigradi, spruzzi, bollicine naturali ed artificiali, si è rimasti in ammollo fino a tarda sera. Una giornata piacevole, non c'è che dire, ma oggi abbiamo tutti e due le ossa rotte.
Un giornata a Gardaland proprio mancava. Da quando sono qui avrò sentito centimillesime di bizzeffe di volte la frase: Non ci sei mai stato? ...Ma come? ...eeeh devi andarci. E vabbeh, andiamo a sto Gardaland. Quindi sabato organizziamo con i colleghi e relativi partners (Thay, Vito, Massimo e Monica). Appuntamnto tassativo alle 8,00 in stazione Agip di Agrate. Di lì la spedizione parte con rituale ritardo di circa un'ora alla volta di Peschiera del Garda. Giunti a destinazione iniziamo ad ispezionare il territorio e le strategie da adottare. Dopo un'attenta analisi della situazione decidiamo di comune accordo un approccio di tipo soft, in modo da cominciare gradatamente ad assagiare le emozioni. Quindi come prima cosa ci facciamo sbattere giù a velocità iperbolica da una torre di 40 metri. Recuperate le membra e quei pochi capelli neri stappati dai bianchi che rapidamente li hanno scalzati, ci facciamo schizzare con una serie di atroci lamenti in una missione da brivido sul blue tornado, Una roba che ti sballotta ad altezza vertiginosa. Come se fossi all'interno di un autentico tornado dell'areonautica, ma senza parabrezza. Qui perdo di nuovo i quattro capelli neri che ormai stringevo in una mano e scesi talmente fieri da fare invidia ad un top gun, decidiamo di cercare un raporto più intimo con la terra e visiatiamo alcune grotte a bordo di zattere e gommoni fino ad inzzupparci tra rapide e le cascate, per poi passare a rivoltarci su seggioloni volanti e tornare a farci sballottare sulle montagne magiche. In una piccola pausa sono arrivato addirittura a farmi fotografare dietro una delle tante sagome come un vero condottiero di cartapesta... Per finire, optiamo per il brivido digitale dellla quarta dimensione, decisamente più tranquillo ed asciutto, ma non meno suggestivo.
Nel 1983 (così leggo) Keith Haring, protagonista assoluto della corrente neo-pop, realizzò in occasione dell’apertura del Museo Haggerty di Milwaukee, “Il Murale di Milwaukee”, un’opera lunga trenta metri e alta due e mezzo, tra le opere più significative dell’artista americano (?). A partire dal 1° aprile, per la prima volta fuori dagli Stati Uniti, sarà esposto nei rinnovati spazi del Serrone della Villa Reale di Monza. Bene, sabato scorso in occasione di questo straordinario evento artistico mi sono recato alla Villa Reale ad ammirare le opere esposte,
o per meglio dire, scopro solo in un secondo tempo che l'opera era solo quella! Nessun altro schizzo, impiastro o murale, quadro di contorno o di accompagnamento. Non è bello pagare 5 euro a testa per vedere un opera, sia pure di 30 metri, ma di una semplicità infantile che conoscete bene, tanto che 2 dopo minuti (ma proprio 2 minuti) abbiamo visto TUTTO!
Leggo: "Sul murale, costituito da 24 pannelli, l’iconografia rappresentata è esemplificativa del vocabolario d’immagini semplici di Haring, che celebrano la vita, divenendo un segno distintivo del suo approccio alla pittura". Per i folli di voi che invece fossero appassionati potete dare un'occhiata qui.
Una domenica in miniatura girovagando perl l'Italia, certo non poteva mancare nella mia sezione dei viaggi straordinari su e giù per lo stivalone. Così approfittando della bella giornata abbiamo fatto capolino nelle venti regioni della penisola e finalmente ho potuto realizzare alcune mie aspirazioni, come "eruttare" sull'etna o scalare il monte bianco, come si evince dalla foto qui a fianco.
Una giornata sul lago di Como a trovare il mio carissimo amico George, che però abbiamo bidonato non appena ci siamo imbattuti in questo splendido borgo di Bellagio dominato dalla villa della fondazione Rockfeller. Così decidiamo di fare una camminata sul lungolago, un giro per le viuzze del centro (tempestate di negozietti) e una gita in battello, sconsigliata però dalla mia dolce metà perché dall'altra parte non c'erano le vetrine. In quel mentre i morsi della fame si facevano sentire con boati e brontolii sospetti alla bocca dello stomaco. Siamo partiti difatti da nova alle 13,00 e la prima cosa che ci ha incantati di Bellagio è stata la pizza margherita. Comunque anche il resto non era male.
Come nessuno di voi saprà, stiamo terminando il nostro murale in bagno. I lavori sono cominciati circa quattro mesi fa, ed ora finalmente siamo in dirittura d'arrivo. Oggi dovrei cominciare i ritocchi. Ma lo avevo detto anche la scorsa settimana.
Di cosa parlava la mia storia? Ma che domande... (certo, me la sono fatta da solo) Ma dell'eterna lotta tra il bene e il male no!? Forse no, forse sì, in realtà ero partito con un'idea ben diversa, ma per niente precisa. Iniziava con un processo Kafkiano in un luogo remoto della mente in cui il personaggio nel tentativo di fuggire attraversa diversi mondi paralleli dove viene sbeffeggiato da folli esseri che li abitano. Bene, nulla di tutto ciò, subito dopo la prima tavola mi viene in mente una rappresentazione che mi ossessiona da parecchio tempo, e, nella fattispecie una combinazione scacchistica ideata da un certo Godfrey Gimpel e dalla quale sono state tratte novelle e racconti. La combinazione i questione vede formarsi sulla scacchiera una croce proprio quando dopo una serie di mosse forzate la torre riesce a dare scacco matto al re nero. Così superata la crisi creativa, inizio a macinare tavole a matita (e basta! di china c'era solo la testa!) in cui il protagonista, perduto in un limbo sconosciuto, e costretto a giocarsi la sorte con un oscuro personaggio dalla folta barba (Lo so che qualcuno di voi sta pensando al settimo sigillo di Ingmar Bergman, il bene, il male, la solita minestra, e patapim e patapam. Beh... anche io). Comunque durante la sfida il signore "oscuro" gioca coi bianchi e costringe il suo rassegnato sfidante a subire quella sua vincente combinazione, ignaro però della forma finale che avrebbe assunto.
Degli strani osservatori però capiscono che quella partita avrebbe avuto un effetto catastrofico sulle loro vite e su quella del proprio signore e padrone (il barbone appunto!). Se ne avvede anche la morte che giunge a contemplare la disputa.
Così nel momento dello scacco matto Il Barbuto viene bruciato assieme ai suoi servi e l'uomo ha salva la vita, ma rimane nel limbo! ...e già. Così ho soddisfatto la curiosità di "molti" e forse spiegato quello che il mio racconto disegnato non è riuscito a fare.
In 24 ore di maratona, ho disegnato 14 ore filate, ho dormito 6, il resto ho fatto cose, visto gente, ecc... Capite che è difficile sviluppare una storia ed una sceneggiatura sensata. La cosa agghiacciante è che se avessi avuto un mese a disposizione, forse avrei disegnato tecnicamente meglio, ma avrei sicuramente espresso la stessa incomprensibilità!!! In ogni caso voglio ringraziare uno Guglielmo Nigro dello spaziobianco.it, i ragazzi del centro sociale Togliatti di Nova Milanese, tutti i miei compagni di matita, la "supportazione" di Ivana e l'aiuto di Daniele che mi ha suggerito il titolo quando i miei neuroni erano andati a "ramengo" (mi hanno detto che si dice così).
Ho appena terminato la mia ultima tavola della "24 Hours Italy Comics" una maratona fumettistica di 24 ore no stop qui a Nova Milanese. Sto scrivendo praticamente con le occhiaie adagiate sulla tastiera, quindi se ne volete sapere qualcosa fate un salto su http://twenty4hic.blog.dada.net . La storia che ho ideato e disegnato (solo a matita) magari ve la descrivo con calma la prossima volta, per ora posso solo allegare qualche foto dell'avvenimento.