Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
| 90 anni fa la rivoluzione d'ottobre segnava profondamente la storia della società umana. Dopo la rivoluzione francese che vide la borghesia andare al potere, le masse operaie e contadine sconvolsero il mondo e spezzarono il fronte dell'imperialismo. E come la rivoluzione francese, e più generalmente come ogni rivoluzione sociale di fatto, in ogni angolo del mondo, è stata un'esperienza sanguinaria e violenta. La rivoluzione bolscevica ha rappresentato a differenza delle altre un passo decisivo nella storia dell’umanità per la emancipazione delle classi sociali e |
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la prospettiva del superamento delle classi stesse con il passaggio alla fase successiva, il comunismo e l'eliminazione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Quel che è diventato poi, dopo le tesi d'aprile di Lenin: Tutto il potere ai Soviet, La pace ai popoli, La terra ai contadini, divenne il totalitarismo sovietico che a poco ha che vedere con il marxismo-leninismo e con il comunismo.
A questo proposito riporto l'intervento in aulla del senatore Fosco Giannini di RC nel aula del Senato ha duramente contestato il servizio del Tg2 del 25 ottobre sulla “Rivoluzione d' Ottobre”a cui mi associo:
Signor Presidente, ieri sera, sul Tg2 - "Seconda parte", ore 20.30, è andato in onda un servizio sulla Rivoluzione d'Ottobre.
Affermo in modo determinato, forte e chiaro che questo servizio è stato una vergogna!
E' stato esplicitamente detto - Signor Presidente - che la Rivoluzione d'Ottobre è stata solamente un sanguinoso colpo di stato, che ha messo fine alla vera rivoluzione, quella menscevica; che ha prodotto solo nuovo zarismo; che ha gettato la Russia nel sangue e nella violenza; che ha esportato con la forza l'orrore nel mondo; che la Rivoluzione d'Ottobre ha favorito il sorgere del fascismo in Italia; che lo stesso nazismo sarebbe nato per combattere il mostro del comunismo; che la storia avrebbe dimostrato che comunismo e nazismo sono la stessa cosa; che - infine - il comunismo avrebbe "manipolato" i contadini e gli operai italiani.
E per dare forza a tale affermazione, il servizio si è chiuso con le immagini di manifestazioni operaie italiane degli anni '50 -'60 con le bandiere rosse.
Io mi sono alzato in piedi, Signor Presidente, come si alzavano i contadini di Di Vittorio di fronte ai padroni delle terre; mi sono alzato in piedi senza togliermi il cappello per dire a tutti che questo servizio televisivo è contro la democrazia, contro la storia e contro la civiltà.
La Rivoluzione d'Ottobre è stata tra i più grandi eventi della storia dell'umanità. Essa - superando il capitalismo - ha dimostrato, una volta per tutte, a tutti i popoli oppressi, all'intero proletariato mondiale, che i rapporti di produzione capitalistici non sono naturali e dunque eterni ed immutabili.
Ha dimostrato che lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e sulla donna non è un destino ineluttabile; che i padroni - come l'aristocrazia francese - non sono figli di Dio!
La Rivoluzione d'Ottobre, Signor Presidente, non favorì il fascismo, ma sconfisse il nazifascismo e spinse masse sterminate - sul piano planetario - a liberarsi dal colonialismo, dallo sfruttamento e dalle dittature fasciste!
E le grandi lotte operaie e contadine di questo Paese furono possibili anche grazie all'ideale acceso dalla Rivoluzione d'Ottobre!
Il comunismo - si è detto - sarebbe uguale al nazifascismo. Si vergognino!
Lo si vede ancora oggi - e sempre si vedrà - la differenza: ancora oggi i fascisti e le destre sono i rappresentanti e i servi fedeli del potere economico e dei signori della guerra; e, come i nazisti di un tempo, hanno in odio i diversi, i Rom, gli immigrati e i comunisti!
Noi, i comunisti e la sinistra, come sempre, per nostra natura ideale, siamo dalla parte della pace e dei lavoratori.
Mi lasci rispondere a tanta vergogna, Signor Presidente, mi lasci parlare con il cuore: viva la Rivoluzione d'Ottobre! viva Antonio Gramsci! viva Giuseppe Di Vittorio! viva i morti di Reggio Emilia! viva il socialismo!
Il bipolarismo istituzionale si basa sulla concezione comune che la tra destra e sinistra ci sia una differenza politica di fondo. Nulla di più errato. Berlusconi e Prodi su questo punto invece equivalgono. La distinzione reale è che la sinistra quando rappresenta lo stato, e cioè la ragione d'esistere del capitalismo, applica delle politiche sociali, finanziando la borghesia. In Parole povere demanda alla borghesia la gestione della cosa pubblica. Cioè fa delle politiche sociali privatizzando e arricchendo il borghese che cercherà ulteriore profitto da ciò che al cittadino salariato spetta di diritto. La destra agevola la borghesia con lo stesso intento, ma puntualizzando il fatto che la cosa pubblica è inefficiente se in mano allo stato. Da notare che il termine "borghese" o "salariato" è tutt'altro che anacronistico, esso è un dato di fatto. Come chiamare padre il padre e madre la madre.
Il dualismo politico istituzionale destra-sinistra è in realtà un scontro di potere, una faida familiare, una lotta che stabilisce solo chi debba esere il capobranco. Gli schieramenti politici sono una copertura, la destra e la sinistra come le conosciamo oggi, sono due facce della stessa medaglia, hanno lo stesso identico valore. Ma se si è rivoluzionari, se si ricerca un mutamento sostanziale della società, bisogna rendersi conto che ciò non potrà mai avvenire all'interno dei corrotti palazzi della politica.