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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Rieccola, la vecchia melody, acquistata di seconda o terza mano una ventina di anni fa e ridotta in malomodo già quando la presi a 120mila lire, praticamente a peso d'oro. Avevo da poco cominciato a suonare, e, anche se oggi non credo di aver fatto poi tanti progressi, nulla ache vedere con quando mi sfondavo le orecchie invece che imparare seriamente. Ne sanno, o ne sapevano qualcosa, in via dello statuto quando violentavo i Pink Foyd, gli U2 o i Led Zeppelin con quei due pezzi che credevo di saper fare. Rumori e ululati che irritavano le orecchie di mio padre, delle donne del vicinato e dei lavoratori di campagna indaffarati tra vacche, pecore e vendemmie. In ogni caso, non ho perseverato più di tanto e alla fine l'ho accantonata definitivamente. È rimasta inutilizzata per parecchio tempo e faceva neanche tanta bella mostra in camera, sepolta da altre cianfrusaglie. Aveva un vecchissimo amplificatore valvolare di una decina di chili, e dico aveva perché sarà silenziosamente deceduto, tant'è che non ho neanche provato a rianimarlo. I chili dell'amplificatore sommati a quelli della chitarra in legno massello richiedevano una certa prestanza fisica. Ma nonostante fossi forte e non rammollito come adesso, dopo un quarto d'ora che suonavo in piedi sentivi l'esigenza di accasciarti sul pavimento, e non era certo per imitare Chuck Berry. Un paio di anni fa mio nipote in mia assenza l'ha riesumata e per giocarci animatamente, come solo jimmy hendrix e un ragazzo vivace come lui sanno fare, l'ha fatta carambolare chissà dove spezzandogli il manico e lesionandone il corpo. Avevo quasi deciso di buttarla, quando mi chiesi se valesse la pena ripararla. Così dopo le feriel, me la porto qui a Nova e con l'aiuto di Guido, il mio vicino la rimettiamo in sesto rincollando le parti spezzate. Mentre la colla asciuga comincio a disegnarci su per vedere se potevo dipingerci qualcosa, e visto che da un po' ascolto i Buena Vista, disegno un ambientazione caraibica. Poi il disegno diventa sempre più ricco e comincio a fotografare tutte le fasi del restauro e della decorazione. A lavoro finito non mi resta altro che rimontare il tutto e sperare che funzioni. E funziona quasi discretamente, a parte la mancanza dell'amplificatore.
Procede (quasi) bene il dipinto cominciato circa un anno fa con lavorazioni saltuarie e svogliate, quasi fosse un cantiere della Salerno-Reggio Calabria. In ogni caso, in questi giorni di pseudomalattia in cui sono rimasto a casa, mi sono dedicato a portare avanti il dipinto cominciato a quattro mani con Iva l'anno scorso, che avrebbe dovuto decorare la parete della camera. Mancano ancora un centinaio di bilioni di particolari e qualche bestiolina, ma tutto sommato l'impatto visivo non è niente male. Cosa ne pensate? Non tutti assieme, mi raccomando, altrimenti m'intasate il server!
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