Di ivangel (del 26/02/2008 @ 11:44:42, in libri, linkato 1343 volte)
Ho letto già da tempo IMPERO, un lavoro a quattro mani di Michael Hardt e Toni Negri che ha posto forse le basi di quello che comunemente, a torto, chiamiamo movimento "No Global". In ogni caso la lettura, forse per me, troppo ostica riporta una dettagliata descrizione dell'impero come nuovo ordine mondiale. L'impero però a differenza della concezione storica avuta fino ad ora, non dispone di un centro di potere, né si serve di definiti confini. Questa nuova forma di egemonia si libera cioè del dualismo dentro-fuori, tipica delle concezioni politiche dell'età moderna.
Il nuovo assetto politico dell'impero è orientato secondo gli autori ad una produzione "biopolitica", una produzione cioè della vita sociale a discapito della produzione industriale.
Gli americani in declino e gli europei, che tuttavia non sono più potenze imperialistica poiché l'imperialismo, (almeno quello di vecchia concezione, credo) è finito da tempo, esercitano comunque un loro potere imperiale attraverso una realtà politica che riescono a dominare su scala globale.
In conclusione, "nello spazio liscio dell'Impero non c'è un luogo del potere - il potere è, a un tempo, ovunque e in nessun luogo. L'impero è un'utopia, un non-luogo"
Di ivangel (del 19/02/2008 @ 14:41:08, in Grafica, linkato 591 volte)
Non siete mai apparsi sulla copertina di una prestigiosa rivista? No? Potete rimediare subito, evitando tutti gli sbattimenti che la nostra società complessa ci propone. Come ad esempio, diventare attori, registi, capi di stato, presidenti, nobel, paperoni della finanza, sultani del Brunei, calciatori, cantanti, modelle ecc. Diventare famosi è un lavoro faticoso, anche se cercate di aggirarlo uccidendo pedoni, bruciando famiglie o partecipando a reality show. Oggi per conquistare una copertina basta andare semplicemente su magmypic e il gioco è fatto. Con pochi semplici clic, vi sarete risparmiati una fama difficile da ottenere e avrete, raggiunto l'obiettivo di vedere la propria facciazza sulla copertina di Rolling Stone.
Il líder máximo ha abdicato. Si chiude l'epoca castrista e si apre l'incertezza sul futuro. Tutto ora è nelle mani di Raul e la vecchia nomenclatura cubana. Anche se ci sono nuovi nomi come Carlos Lage e Pérez Roque con idee più innovative che vogliono affrontare la situazione cubana in modo da riformare un sistema senza abbaterlo. Raul stesso ripete che deve fare delle riforme, dipendere meno dal petrolio di Chavez, dal dollaro americano, aumentare gli stipendi bassissimi dei cubani. Il problema serio è se l'america e gli esuli cubani possono influenzare la politica dell'isola. La ricca e mafiosa lobbies degli esuli, fortissima e agguerrita cercherà un negoziato politico o si scontrerà ancora violentemente contro il regime socialista dell'isola? Qualunque sia il destino di Cuba sentiremo ancora il pensiero del compagno Fidel.