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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di ivangel (del 29/11/2007 @ 09:21:16, in vignette, linkato 451 volte)
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Di ivangel (del 27/11/2007 @ 09:32:52, in Politica, linkato 625 volte)
Il centrosinistra implode
il centrodestra esplode
avanti agli estremi
contro gli opposti centrismi?
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Di ivangel (del 26/11/2007 @ 09:20:54, in pensieri e parole, linkato 433 volte)
E l'eco si è smorzato appena
delle risate fatte con gli amici, dei brindisi felici
in cui ciascuno chiude la sua pena,
in cui ciascuno non è come adesso da solo con sé stesso
a dir "Dove ho mancato, dov'è stato?",
a dir "Dove ho sbagliato?"

Ma i moralisti han chiuso i bar
e le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori:
è bello ritornar "normalità",
è facile tornare con le tante stanche pecore bianche!
Scusate, non mi lego a questa schiera:
morrò pecora nera!
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Di ivangel (del 21/11/2007 @ 14:48:42, in scacchi, linkato 451 volte)
Riporto l'ansa:
Buenos Aires, 19 nov. (Adnkronos) - L'ex campione del mondo di scacchi Bobby Fisher si troverebbe ricoverato in un ospedale di Reykjavik per "problemi fisici e per una grave forma di paranoia". Lo afferma il quotidiano argentino 'Pagina/12', secondo cui Fisher, 64 anni, e' ricoverato da un mese presso il Landspitali, ospedale dell'Universita' di Reykjavik, citta' dove l'ex campione vinse il titolo mondiale nel 1972 nel 'match del secolo' contro il russo Spassky e in cui vive dal 2005 quando gli venne conferita la nazionalita' islandese dopo aver passato nove mesi in una prigione in Giappone.
Il giornalista di 'Pagina/12' si e' recato nel quartiere di Reykjavik dove vive Fisher e ha parlato con i vicini. Uno di questi ha spiegato che Fisher si trova ricoverato in ospedale dove e' stato sottoposto a diversi esami che non hanno pero' ancora determinato le cause del profondo stato di paranoia. "E' molto piu' che paranoico -ha detto un altro vicino di casa-, anche se la cosa non e' particolarmente grave e non rischia la vita. La moglie giapponese, Minoko Watai, va ogni giorno a trovarlo, nella speranza che gli esami diano qualche risposta sulla sua malattia". Negli ultimi anni Fisher aveva accusato Cia e Fbi di complottare ai suoi danni per riportarlo negli Stati Uniti, dove su di lui pende un ordine di cattura per aver violato l'embargo sull'ex Jugoslavia nel 1992 in occasione della rivincita dell'incontro con Spassky.
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Di ivangel (del 20/11/2007 @ 15:34:25, in vignette, linkato 433 volte)
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Di ivangel (del 16/11/2007 @ 09:52:17, in società, linkato 410 volte)
Riporto il manifesto contro la Violenza, la propaganda e la deportazione. Un manifesto di scrittori e artisti contro la violenza su rom, rumeni e donne denominato "Il triangolo nero".

Il triangolo nero
La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d'allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando "emergenze" e additando capri espiatori.
Una donna è stata violentata e uccisa a Roma. L’omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L'odioso crimine scuote l'Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.
Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena è stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignità? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che è italiana, e che l’assassino non è un uomo, ma un rumeno o un rom. Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all'uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanità. Delle loro condizioni, nulla è più dato sapere. Su queste vicende si scatena un'allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell'ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva l'assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono gettate in mezzo a una strada. E poi? Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumenisono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall’Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla più forte, denunciando l’emergenza. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel Rapporto sulla Criminalità (1993-2006), non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli più bassi dell’ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto Eures-Ansa 2005, L'omicidio volontario in Italia e l’indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto. Nell’estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non è un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l’aspetto fisico e la disponibilità sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parità femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell’influenza politica, l’Italia è 84esima. Ultima dell’Unione Europea. La Romania è al 47esimo posto. Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo? Succede che è più facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell’insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione. Succede che è più facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all’assistenza sanitaria, al lavoro e all’alloggio dei migranti; che è più facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero. Succede che sotto il tappeto dell’equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno. Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno è vittima di un omicidio bianco. Sfruttamento sulle strade, dove trentamila donne rumene costrette a prostituirsi, metà delle quali minorenni, sono cedute dalla malavita organizzata a italianissimi clienti (ogni anno nove milioni di uomini italiani comprano un coito da schiave straniere, forma di violenza sessuale che è sotto gli occhi di tutti ma pochi vogliono vedere). Sfruttamento in Romania, dove imprenditori italiani - dopo aver "delocalizzato" e creato disoccupazione in Italia - pagano salari da fame ai lavoratori. Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d’ora di popolarità. Non si chiedono cosa avverrà domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che è dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre già echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco. Succede che si sta sperimentando la costruzione del nemico assoluto, come con ebrei e rom sotto il nazi-fascismo, come con gli armeni in Turchia nel 1915, come con serbi, croati e bosniaci, reciprocamente, nell’ex-Jugoslavia negli anni Novanta, in nome di una politica che promette sicurezza in cambio della rinuncia ai principi di libertà, dignità e civiltà; che rende indistinguibili responsabilità individuali e collettive, effetti e cause, mali e rimedi; che invoca al governo uomini forti e chiede ai cittadini di farsi sudditi obbedienti. Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell’intolleranza il triangolo nero degli asociali, il marchio d’infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom. E non sembra che l'ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri. Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell’intelligenza e della ragione. Delitti individuali non giustificano castighi collettivi. Essere rumeni o rom non è una forma di "concorso morale". Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti. Nessun popolo è illegale. Per sottoscrivere: http://www.petitiononline.com/trianero/petition.html
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Di ivangel (del 15/11/2007 @ 10:55:55, in libri, linkato 422 volte)
Ah... non farò mica una recensione normale, anzi non farò nessuna recensione degna di questo nome, perché mi sono reso conto di non saperle fare. Quindi mi limiterò a dare un giudizio agricolo come da mia estrazione culturale. Il Romanzo "Zugzwang. Mossa obbligata" di Bennett Ronan è discreto e vale la pena di leggerlo anche se il tema scacchistico risulta troppo marginale per le mie ossessioni personali. È ambientato in russia nel periodo pre-rivoluzionario tra xenofobi, bolscevici e doppiogiochisti vari in cui si attende l'esito di un torneo di scacchi per portare a compimento l'assassinio dello Zar.

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ASA
Di ivangel (del 08/11/2007 @ 10:55:32, in Musica, linkato 503 volte)
Mi sono accorto che parlo raramente di musica, devo rimediare. Da qualche settimana mi entusiasma questa nigeriana nata a Parigi, dalla voce incantevole e dal sound travolgente. Dallo stupendo album Asa, è tratto il singolo Fire On The Mountain, metafora sull'indifferenza umana difronte ai segnali della vita.
Chi si rifiuta di prestare attenzione alle scintille non avrà altra scelta se non correre quando scoppierà l’incendio.
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Di ivangel (del 07/11/2007 @ 22:49:56, in Socialismo , linkato 652 volte)
90 anni fa la rivoluzione d'ottobre segnava profondamente la storia della società umana. Dopo la rivoluzione francese che vide la borghesia andare al potere, le masse operaie e contadine sconvolsero il mondo e spezzarono il fronte dell'imperialismo. E come la rivoluzione francese, e più generalmente come ogni rivoluzione sociale di fatto, in ogni angolo del mondo, è stata un'esperienza sanguinaria e violenta. La rivoluzione bolscevica ha rappresentato a differenza delle altre un passo decisivo nella storia dell’umanità per la emancipazione delle classi sociali e
la prospettiva del superamento delle classi stesse con il passaggio alla fase successiva, il comunismo e l'eliminazione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Quel che è diventato poi, dopo le tesi d'aprile di Lenin: Tutto il potere ai Soviet, La pace ai popoli, La terra ai contadini, divenne il totalitarismo sovietico che a poco ha che vedere con il marxismo-leninismo e con il comunismo.
A questo proposito riporto l'intervento in aulla del senatore Fosco Giannini di RC nel aula del Senato ha duramente contestato il servizio del Tg2 del 25 ottobre sulla “Rivoluzione d' Ottobre”a cui mi associo:

Signor Presidente, ieri sera, sul Tg2 - "Seconda parte", ore 20.30, è andato in onda un servizio sulla Rivoluzione d'Ottobre.
Affermo in modo determinato, forte e chiaro che questo servizio è stato una vergogna!
E' stato esplicitamente detto - Signor Presidente - che la Rivoluzione d'Ottobre è stata solamente un sanguinoso colpo di stato, che ha messo fine alla vera rivoluzione, quella menscevica; che ha prodotto solo nuovo zarismo; che ha gettato la Russia nel sangue e nella violenza; che ha esportato con la forza l'orrore nel mondo; che la Rivoluzione d'Ottobre ha favorito il sorgere del fascismo in Italia; che lo stesso nazismo sarebbe nato per combattere il mostro del comunismo; che la storia avrebbe dimostrato che comunismo e nazismo sono la stessa cosa; che - infine - il comunismo avrebbe "manipolato" i contadini e gli operai italiani.

E per dare forza a tale affermazione, il servizio si è chiuso con le immagini di manifestazioni operaie italiane degli anni '50 -'60 con le bandiere rosse.

Io mi sono alzato in piedi, Signor Presidente, come si alzavano i contadini di Di Vittorio di fronte ai padroni delle terre; mi sono alzato in piedi senza togliermi il cappello per dire a tutti che questo servizio televisivo è contro la democrazia, contro la storia e contro la civiltà.

La Rivoluzione d'Ottobre è stata tra i più grandi eventi della storia dell'umanità. Essa - superando il capitalismo - ha dimostrato, una volta per tutte, a tutti i popoli oppressi, all'intero proletariato mondiale, che i rapporti di produzione capitalistici non sono naturali e dunque eterni ed immutabili.

Ha dimostrato che lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e sulla donna non è un destino ineluttabile; che i padroni - come l'aristocrazia francese - non sono figli di Dio!

La Rivoluzione d'Ottobre, Signor Presidente, non favorì il fascismo, ma sconfisse il nazifascismo e spinse masse sterminate - sul piano planetario - a liberarsi dal colonialismo, dallo sfruttamento e dalle dittature fasciste!

E le grandi lotte operaie e contadine di questo Paese furono possibili anche grazie all'ideale acceso dalla Rivoluzione d'Ottobre!

Il comunismo - si è detto - sarebbe uguale al nazifascismo. Si vergognino!

Lo si vede ancora oggi - e sempre si vedrà - la differenza: ancora oggi i fascisti e le destre sono i rappresentanti e i servi fedeli del potere economico e dei signori della guerra; e, come i nazisti di un tempo, hanno in odio i diversi, i Rom, gli immigrati e i comunisti!

Noi, i comunisti e la sinistra, come sempre, per nostra natura ideale, siamo dalla parte della pace e dei lavoratori.

Mi lasci rispondere a tanta vergogna, Signor Presidente, mi lasci parlare con il cuore: viva la Rivoluzione d'Ottobre! viva Antonio Gramsci! viva Giuseppe Di Vittorio! viva i morti di Reggio Emilia! viva il socialismo!
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Di ivangel (del 07/11/2007 @ 16:59:21, in libri, linkato 444 volte)
Qualche post fa avevo citato questo titolo per un articolo, ma con tutt'altro intento. Del bel racconto di Sepulveda scritto nel 1990, non vi faccio la recensione, anche perché non ne sarei molto capace. Ma riporto un passaggio che mi ha colpito particolarmente:
"Non mi sono mai sentito cileno, ma i Maori, altra razza di navigatori,, dicono che ogni animale marino fa ritorno alla sua insenatura d'origine. E forse è così, perché un pò prima di compiere sessant'anni cominciai a d avere un sogno ricorrente: mi vedevo navigare per i canali del sud del mondo, e badi che non dico del cile; lei può andare nel canale Beagle e chiedere alle foche, ai cormorani e ai pinguini delle isole Pincton, Lennox e Nueva, se si sentono cileni o argentini. La sovranità è un fazzoletto inventato perché i militari ci si asciughino la bava."

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Di ivangel (del 06/11/2007 @ 10:28:19, in società, linkato 362 volte)
Nessun razzismo xenofobo fermerà il mondo multirazziale e cosmopolita. Io credo nella difesa dei valori dell'uguaglianza e nella giustizia sociale e politica della massa dei salariati rispetto a quella dei borghesi. Per questo vedo a pari merito il povero ladro criminale, illegale, violento e senza fissa dimora che non ha intenzione di lavorare e quindi di stare in società in modo dignitoso al pari del ricco imprenditore dedito alla frode fiscale, alla speculazione, allo sfruttamento privato del danaro e della risorse pubbliche. Un delinquente che sia povero o ricco va perseguitato e punito, perché danneggia la comunità onesta. Che sia esso di una nazionalità specifica, poco conta. l'appartenenza ad una nazione è un fatto puramente convenzionale. Se poi sono "stranieri" si grida allo spauracchio razzista. Gli imbecilli che razzisti lo sono davvero si compiacciono della correttezza delle loro tesi razziali pavoneggiando
il sorriso ebete di chi afferma "ve lo avevamo detto". Una parte della sinistra, ribattezzata massimalista, in cui mi riconosco dice le fasce povere della società che delinquono, vanno difese, dando la colpa delle conseguenze criminali allo stato misero in cui versano senza rivolgersi però alle individualità. Senza voler ammettere che alcune persone possono essere delinquenti e criminali perché è l'unica cosa che sanno fare. Invece di essere un lavoratore salariato al pari di tanti onesti exstracomunitari che sputano sangue e sudore lontano da casa e che sognano una vita regolare ed onesta. Sarebbe come ammettere che l'individualità di una persona non dipenda dalla sua condizione socio-politica, ma da una visione distorta della vita e della legalità che lo porta a delinquere. Secondo me è esattamente così, altrimenti avremmo ladri gentiluomini con una coscienza sociale e di classe. Ma sappiamo che così non è. Il popolo della sinistra alternativa dovrà ammetterlo.
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Di filippo
Vai su www.abruzzo24...
22/11/2008 @ 14:08:58
Di Anonimo
compà fai paura!!
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Di alessandro
Ammetto d'essere Abr...
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Di Filippo
Bella frà! Bigliu bl...
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Di Filippo Tronca
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29/10/2008 @ 12:45:11
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03/10/2008 @ 11:45:06
Di Ce
spettacolare
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Di Anonimo
ah ah ah!!! adesso h...
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Di luca
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una follia di
Cesidio Angelantoni