Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo piantata tra l’aorta e l’intenzione, noi ti abbiamo osservato dal primo battere del cuore fino ai ritmi più brevi dell’ultima emozione quando uccidevi, favorendo il potere i soci vitalizi del potere ammucchiati in discesa a difesa della loro celebrazione.
E se tu la credevi vendetta il fosforo di guardia segnalava la tua urgenza di potere mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge quello che non protegge la parte del boia.
Imputato, il dito più lungo della tua mano è il medio quello della mia è l’indice, eppure anche tu hai giudicato.
Hai assolto e hai condannato al di sopra di me, ma al di sopra di me, per quello che hai fatto, per come lo hai rinnovato il potere ti è grato.
Ascolta una volta un giudice come me giudicò chi gli aveva dettato la legge: prima cambiarono il giudice e subito dopo la legge.
Oggi, un giudice come me, lo chiede al potere se può giudicare. Tu sei il potere. Vuoi essere giudicato? Vuoi essere assolto o condannato?
Di ivangel (del 12/02/2010 @ 10:07:47, in 6 Aprile, linkato 275 volte)
Mentre trecentosette persone morivano sotto le macerie e molte altre piangevano c'era chi rideva e si sfregava le mani benedicendo la distruzione come una manna salita dalle viscere della terra. Non bisogna perdere tempo e accaparrarsi gli appalti sulla ricostruzione. Dell'intervento della protezione civile rimane il bellisimo ricordo delle umili, semplici e normali persone che spinte dal solo spirito di solidarietà, tempestivamente sono giunte da tutta Italia per soccorrere il popolo abruzzese. In quelle ore, mentre si scavava tra le macerie, mentre piangevamo i nostri morti, le nostre case distrutte, mentre sconvolti passavamo le notti riparandoci nelle fredde lamiere delle macchine, nelle tende e negli ospedali da campo. Mentre accadeva tutto questo, c'era Maria De Vito Piscicelli, direttore tecnico dell'impresa Opere
pubbliche e ambiente Spa di Roma che rideva e vedeva quelle macerie di pietre e calcinacci come cumuli d'oro. Si sfregava le mani assieme al cognato Gagliardi che, certi di metterle le mani sugli appalti per la ricostruzione, la notte del 6 aprile, si scambiavano queste battute al telefono: "Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito, non è che c'è un terremoto al giorno". "Lo so", e ride. "Per carità, poveracci". "Va buò". "Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto". Alle tre e mezzo dentro al letto rideva quando "quei poveracci" e un'intera provincia sprofondava nel terrore e nell'angoscia! Poi seguono i volti istituzionali, le frasi di rito e le visite d'affari mascherate da impegno umanitario. Tra le nostre macerie le alcuni imprenditori dell'orrore piangevano lacrime mediatiche pavoneggiando una capacità d'intervento e di soluzione dei problemi come mai s'era visto in questo paese, in realtà avevano vinto un appalto gigantesco, duraturo e ben retribuito. Sotto sotto continuavano a ridersela, "non è che c'è un terremoto al giorno". Si sono mossi bene, tutto era pianificato perché la macchina era ben oliata e tutto era spartito a tavolino. Un pò come faceva Diego Anemone, l'imprenditore romano che, per aggiudicarsi i favori di Bertolaso, organizzava festini e forniva prostitute. Ora non voglio neanche vedere le passerelle televisive dei cortigiani del governo che difendono con faccia tosta propria dei leccaculo il moltiplicarsi in questo paese di farabutti, criminali, mafiosi e papponi, un pò come si moltiplicano le mosche attorno ai caldi escrementi appena prodotti dalle viscere di un sistema corrotto. Tutto questo viene ancora difeso con la la solita retorica dell'accanimento giudiziario verso il presidente del consiglio, "l'utilizzatore finale", il mandante della corruzione in cui siamo precipitati. D'altronde sono talmente abituati a mungere e servire la loro vacca grassa che difenderebbero anche il diavolo in persona.
Di ivangel (del 09/02/2010 @ 12:07:22, in Nostalgie, linkato 40 volte)
Quando avevo vent'anni credevo che il mio futuro sarebbe stato quello di disegnare fumetti, inventare e raccontare storie un pò come faceva Andrea Pazienza. Frequentavo da qualche anno la scuola del fumetto di Alessandro chiarolla e rimanevo sbalordito nel vederlo disegnare le tavole di Zagor e di Martin Misteré, andavo in giro con i miei disegni, li ho fatti vedere a Claudio Villa che disegnava Tex, Fabio Civitelli, Stefano di Vitto, tutti disegnatori della Bonelli che per me era l'Olimpo dove sognavo di entrare. Feci delle "prove" per Dylan Dog, Brandon e Magico Vento... solo sogni, l'ambiente era ostico e io non ero all'altezza. Nel frattempo feci alcune matite per "Sonny stern", un personaggio della "Play Press" e addirittura un porno "Il morbo di Saffo" per la "Ediperiodici". Gironzolavo tra Roma, Pescara e Milano. Conobbi Marco Briguglio, il ragazzo di una mia amica, lui era di Cuneo e aveva un personaggio da proporre agli editori. Tra il '96 e il '98, disegnai tre numeri di "Soriel - L'angelo dannato" per la rock' N'Comics, una casa editrice di Pavia che pubblicava soprattutto manga giapponesi che io trovavo ridicoli. Pubblicammo solo due dei tre numeri disegnati, non si guadagnava un granché e dopo poco l'editore ci fece fuori preferendo acquistare i diritti delle case giapponesi piuttosto che puntare su materiale italiano. Non so perché sto parlando di queste cose oggi, forse un pò di malinconia. Si ripensa alle scelte fatte, alle direzioni prese e quelle rifiutate, come se il nostro cammino fosse un "grafo" la cui linea cambia direzione ogni volta che prendiamo una decisione o facciamo una scelta. Le direzioni non prese non muoiono mai e continuano a vivere in luoghi sconosciuti, tanti quante sono le alternative che abbiamo avuto, e si dividono in continuazione in tanti universi che a volte ci contattano.
Alle 20 e 10 di venerdì sono ancora dentro sul treno immobile delle nord che dalla stazione di Cadorna sarebbe dovuto partire alle 19,53 in direzione Seveso, il precedente, come al solito, l'avevo perso per pochi secondi. Su Milano ha nevicato tutto il giorno e le strade sono fanghiglia. Avevo un paio di cose da fare dopo il lavoro che non potevo rimandare, gli occhiali li avevo dimenticati a casa mentre l'ombrello l'ho scordato genialmente in ufficio prima di uscire. Piuttosto zuppo e stanco guardo dal finestrino la neve che continua a cadere, chissà cosa troverò a Palazzolo, dove ho lasciato il mio ferrovecchio. Quando aveva nevicato, circa un mese fa, il traffico era congestionato, le strade bloccate e le macchine in panne... ero tornato a casa alle dieci passate. Ci fanno alzare tutti per cambiare treno, poi mentre stiamo uscendo c'è un contrordine, tornate su, il treno dovrebbe partire. Ho i piedi in ammollo, cazzeggio col cellulare e faccio un disegnino piuttosto eloquente sull'LG.
Di ivangel (del 03/02/2010 @ 12:39:08, in Grafica, linkato 72 volte)
Questo mi ha fatto ridere dal punto di vista umano, politico e professionale. Questa foto taroccata apparsa sull'album "Noi amiamo Silvio" in questi giorni pubblicizzatissimo nelle televisioni e nei giornali di regime (vale a dire quasi tutti) è davvero esilarante. Non che non fossimo abituati a magheggi grafici per la rappresentazione pubblica del cavaliere, lo staff degli addetti all'immagine del presidente del consiglio deve lavorare non poco per evidenziare lo splendore e la bellezza del proprio leader come si usa fare anche nei regimi totalitari. E pensare che qualche settimana fa Mediaset ha "tagliato" il reparto trucco e le truccatrici erano in sciopero, "Ma Silvio..." hanno detto, "proprio tu che ci hai insegnato che l'immagine è tutto". Bè, si vede che la politica aziendale ora punta più sui ritocchi grafici con photoshop che su fondotinte e ceroni. In questo caso però, il grafico, nella smania di ritoccare digitalmente capelli, rughe e folla di folli, ha commesso diversi errori. Dapprima il copia-incolla del mazzo di fiori fasullo stile Kim Jong-Il, il gruppo di persone clonate da sinistra a destra come i facevano per moltiplicare i carri armati del duce e poi il ritocco incompiuto del parapetto. Questo disastrosa foto è finita nel famoso sito photoshopdisasters che raccoglie gli errori più grossolani commessi con il fotoritocco.
Ieri il papa ha parlato della crisi, e per quanto possa servire (a memoria d'uomo, praticamente a nulla), ha confortato spiritualmente i lavoratori che stanno perdendo il lavoro (392 mila persone nel 2009, ora un totale di 2 milioni e 138 mila "ufficiali"). Sotto la finestra del pontefice, oltre ai fedeli, c'erano gli operai di Termini Imerese e dell'Alcoa a sentire le parole di Benedetto XVI: "Fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l'occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie. Occorre da parte di tutti grande senso di responsabilità: imprenditori, lavoratori e governanti". Ennio Remondino stamane su rai news 24 però fa notare che, parlando degli scioperi e delle disperate proteste degli ultimi giorni, il papa ha omesso di citare l'operaio trentasettenne che l'altro ieri, a Bergamo, si è tolto la vita dandosi fuoco perché aveva perso il lavoro. Un atto disperato, degno di grande attenzione. Un gesto che ci fa capire il livello di disperazione in cui siamo piombati, la cartina al tornasole che mostra drammaticamente gli effetti della crisi e del sistema economico con tutte le sue ricadute sul lavoro e sulla produttività. La crisi sistematica di un modello e delle garanzie sociali sancite dalla costituzione fin dal primo articolo:
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. E successivamente nel quarto: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società". D'altronde i nostri politici, come evidenziato da un servizio delle jene qualche giorno fa, non li conoscono e per quanto riguarda il pontefice e il vaticano che oltre alle donazioni dei fedeli, campano a spese dei contribuenti (lo stato versa 970 milioni di euro annui al Vaticano) esattamente come i politici, si limitano a citare, invocare, dare sostegno "orale e virtuale" e invita a rimettersi alla volontà del signore che tutto può ma nulla fa (perché nulla è). Non stupisce nessuno che dalla voce divina non venga citato il suicidio solitario di un operaio senza più sostentamento poiché per costoro l'atto gravissimo di togliersi la vita è considerato un peccato troppo grande da non meritare neanche attenzione. Intanto, mentre in piazza pregano il padre virtuale che interceda verso i padroni terrestri, nel "bel paese" Il tasso record di disoccupazione arrivato all'8,5% e ha ancora "margine" di crescita visto che una gran parte dei lavoratori al momento è in cassa integrazione o in attesa di licenziamento. La Cgil ha stimato che la percentuale dei disoccupati è già sopra al 10%.
Di ivangel (del 29/01/2010 @ 15:30:04, in Milano, linkato 56 volte)
Proprio domenica che dovevo andare in macchina in centro c'è il blocco totale del traffico. Un provvedimento che, secondo gli strateghi di palazzo marino, nell'arco di otto ore dovrebbe far abbassare la soglia del PM10... Mah... il blocco riguarderà tutte le auto, fatta eccezione per quelle elettriche, a gpl e a metano, oltre a quelle del personale medico e dei ministri di culto.
Di ivangel (del 23/01/2010 @ 14:24:32, in Musica, linkato 52 volte)
Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina. Uno dice che male c'è a organizzare feste private con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?
Non ci siamo capiti e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti? Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro? La Giustizia non è altro che una pubblica merce... di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.
La linea orizzontale ci spinge verso la materia, quella verticale verso lo spirito. Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore che con il tempo e ci vuole pazienza, si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge
La linea orizzontale ci spinge verso la materia, quella verticale verso lo spirito. Ma quando ritorno in me, sulla mia via, a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato... mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!
Carta Igienica era un giornalino orrendamente confezionato nello studio dell'ing. Pietro Tronca e gratuitamente distribuito a nei locali del Bar Pizzeria Tre Ville. La redazione era composta da CEsidio Angelantoni, Mario Davide e Gianfranco Graziani. Saltuariamente collaborava qualcun altro, ma fondamentalmente eravamo noi a tirare le fila delle vicende paesane mettendole nero su bianco gli avvenimenti più eclatanti. Le storie e gli aricoli venivano pubblicati solo dopo averne dato una versione più colorita o totalmente inventata di qualsivoglia fesseria. Il giornale uscì saltuariamente tra il 1990 e il 1993. Cliccando sulle copertine, potete scaricare in formato PDF i primi storici quatto numeri.
Di ivangel (del 12/01/2010 @ 11:55:20, in Musica, linkato 79 volte)
La scorsa estate, frugando tra le cose della mia vecchia casa di Goriano, ho rispolverato qualche vinile d'annata. Ricordo bene che, non avendo mai posseduto un giradischi, li avevo acquistati solo per il gusto di "possederli", con la speranza che un giorno sarei riuscito a comperarmi uno stereo di quelli che alcuni miei compagni già avevano, con il piatto, due mangianastri, un impianto quadrifonico, e un bel ripiano per i dischi. A quei tempi ascoltavo solo musica psichedelica, infatti ho ritrovato uno sconosciutissimo album "Electric Truble" dei sconosciutissimi "Thugs", un rarissimo Bootleg Live di Pink Floyd (metto l'immagine appena la scansiono), l'originalissimo e famosissimo album "Velvet Underground & Nico" con la copertina disegnata da Andy Warhol e tre album di Syd Barrett a cui tengo moltissimo, che sono i primi e unici tre album da solista: The Madcap Laughs, Barrett (entrambi pubblicati nel 1970) e Opel del 1988.
Questa suite dei Pink Floyd procura stati quasi mistici. Guardo il videoclip attraverso i finestrini del treno la mattina presto, mentre mi reco al lavoro con i primi raggi fiochi di un sole arancio che rischiara l'orizzonte cittadino. La brina copre le macchine, luccica sui tetti e lungo i binari che portano alle stazioni piene di atomi in attesa di recarsi nel cuore infreddolito della grande madre produzione che ha finito il latte.
Si è visto un po' di tutto quest'anno, generalmente il regresso economico globale che per l'Italia è stato anche un regresso morale cosparso di figuracce planetarie e vergogne esaltate in patria come pregi dell'italiano medio in un ritrovato populismo nazionale. Un anno politicamente squallido, come squallida l'aria che tira nel nostro paese ormai razzista e incivile dove si elogia e si ammira il furbo, l'uomo di potere, il grande (o piccolo) ladro, chi ce l'ha fatta, non importa come. Momenti duri in questo 2009, il più duro è stato certamente dato dal 6 aprile e dallo sconvolgimento nella vita e negli affetti di centinaia di migliaia di abruzzesi che stanno a fatica tornando ad una vita normale. ...
Di ivangel (del 30/12/2009 @ 10:21:14, in viaggi, linkato 120 volte)
Un fine settimana fuori dall'Italia era necessario, il viaggio a Barcellona è stato davvero spettacolare, è una città davvero meravigliosa e cosmopolita tanto da non scartare l'ipotesi di un futuro trasferimento. D'altronde è solo a una quarantina di minuti d'aereo da Milano. Peccato che si parla soprattutto il catalano e alcuni campanilisticamente, almeno così mi hanno detto, fingono addirittura di ignorare lo spagnolo, specie se parlato dal resto della popolazione iberica. In ogni caso Barcellona è una città davvero affascinante ed efficiente, sicuramente torneremo a visitarla, anche perché in due giorni di full immersion abbiamo dovuto per forza di cose fare delle rinunce. Oltre al poco tempo, la forza più potente che ci ha impedito la visita in alcuni luoghi della città è stata sicuramente la piccola Alice, che avremmo dovuto invece chiamare "katrina" perché al pari del ciclone che ha devastato New Orleans un paio di anni fa, Alice, che muove la sua piccola furia da ben diciannove mesi, ha già tentato di abbattere l'aereo interferendo con la strumentazione di bordo e costringendo il pilota a centrare numerosi vuoti d'aria, in piazza catalunya ha perseguitato interi stormi di piccioni, più in là, ha minacciato un paio di cigni nei pressi della cattedrale gotica obbligandoli a restituirgli un pezzettino di pane che aveva lei stessa sottratto prepotentemente ad un signore in fianco, per finire, ha poi riecheggiato la sua sonora presenza al ristorante, rendendoci indigeste paellas, jamòn e tapas usate quasi per "tapparci" le orecchie. A tarda ora, mentre buttavamo giù due enormi calici di sangria anestetizzante, il ciclone finalmente si esauriva stramazzando esausto nel passeggino e la quiete tornava dopo la tempesta. Approfittando dei sonnellini pomeridiani non ci siamo fatti mancare le opere di Gaudì: Il Parc Guell, la sagrada Familia e tutta la zona nord est della città. Piazza de españa, la spettacolare fontana magica, il Barrio Gotico, le caratteristiche ramblas che, con i suoi originali artisti di strada, ti accompagnano fino al porto.
Di ivangel (del 13/12/2009 @ 12:32:28, in Musica, linkato 179 volte)
3 dicembre, Alcatraz, Milano. Spettacolare concerto di due(cento) chitarristi. Questo è un piccolissimo spezzone del concerto, i video e le foto con la mia sony Cybershot compatta erano piuttosto scadenti, quindi dopo aver provato una decina di configurazioni ho rinunciato. In ogni caso questo breve filmato rende l'idea di cosa fanno questi due messicani armati di chitarra.
Di ivangel (del 02/12/2009 @ 12:40:29, in 6 Aprile, linkato 351 volte)
Di seguito l'articolo semiserio di Filippo Tronca sull'allarme terremoto lanciato in seguito ad un aumento del Radon dato a 4000 volte sopra la soglia e quindi paragonabile ad un allerta di tipo 3. Un'allerta preceduta da una serie di scosse di lieve e media intensità che hanno interessato la zona dell'aquilano in questi ultimi giorni.
''Allora, ma è vero che questa sera fa il terremoto?'', ''Si... il radon è alto... alto quanto?...più del sei aprile... 4800 è alto... Quattomilaeottocento cosa, mi chiedi? E che ne so...ma mi sa che sta arrivando nà spetenga!'' ''Ma a te chi te l'ha detto?'', ''Sul sito di Giuliani non c'è scritto nulla, secondo te è vero?'', ''Ma che dice Enzo Boschi? Così faccio l'incontrario di quello che dice e ci azzecco sicuro!'', ''Vieni da me stasera, così ce lo vediamo insieme il terremoto?'', ''Un altro terremoto? Ma che siamo pazzi! E che dobbiamo ricominciare da capo, con le tendopoli, i clown, i giornalisti che ti fanno domande idiote, Bruno Vespa con il pupazzo in mano tra le macerie fumanti, la fila alla mensa, il badge, i bagni rossi con le marce ... per carità...preferisco morire serenamente e senza rimpianti nel mio letto...'', ''E a Pizzoli? A Pizzoli lo fa il terremoto?... No...che a Pizzoli c'ho mia suocera che vive in una casa inagibile... così...te lo chiedevo solo per curiosità...''.
Sono questi, cari lettori, stralci di dialogo tra aquilani post-terremotati intercettati per voi dal nostro taccuino-cimice, ieri sera in città. A provocare una tutto sommato routinaria e serena situazione di panico generalizzato è stata la notizia, diffusasi inizialmente su Facebook, e poi tracimata nel mondo fisico, secondo cui il radon, misurato dalle apparecchiature di Giampaolo Giuliani, era arrivato a livelli altissimi, pari a quelli registrati nelle ore precedenti la catastrofe del sei aprile. ...
Passiamo gran parte del nostro tempo a cercare la soluzione giusta per i problemi, nel lavoro come nella vita. A volte ci ripetiamo ossessivamente lo stesso dilemma senza avere la capacità di risolverlo. Ma quando i rapporti tra le forze sono di carattere gerarchico come nel lavoro, per esempio, il tuo diventa un gioco di difesa e passi il tempo a schivare le minacce cercando di rispondere con mosse che non sconvolgano l'equilibrio nel quale muovi le tue pedine. Quando però si parte svantaggiati l'errore che per sua natura è sempre in agguato, puoi farlo solo tu, l'avversario non fa errori perché è scritto sul suo contratto. Mantenere questa posizione è impresa delicata perché spesso giocano fattori come l'impulsività, l'orgoglio, la rabbia che sono di gran lunga più forti del raziocinio. Elementi questi, che come nel gioco, distraggono dalla concentrazione, portandoci a volte in situazioni di zugzwang, e cioè a quella strana situazione in cui non hai più alternative e l'avversario ti costringe a fare forzatamente la mossa sbagliata che non farà altro che peggiorare la tua situazione.
Esiste un dio? In verità nessuno lo ha mai dimostrato, infatti non si può affermare con assoluta certezza scientifica né che esista né che non esista. Esattamente come non siamo in gradi di affermare se esista o no la teiera di Russell. Un momento, ma che cavolo è la teiera di Russell e cosa c'entra una teiera con l'esistenza di dio? È presto detto, "la teiera di Russell, chiamata anche teiera celeste, è una metafora ideata dal filosofo Bertrand Russell per confutare l'idea che spetti allo scettico screditare le affermazioni di non falsificabilità delle religioni". Leggendo questa descrizione su wikipedia i miei neuroni sono entrati in confusione, il mio navigatore cerebrale si è perso e dopo una serie di vergognose giustificazioni, mi suggerisce che ciò possa significare semplicemente che se non si può dimostrare l'esistenza di un dio, allora non si può dimostrare nemmeno il fatto che una teiera ruoti attorno al sole.
Cioè, nessuno può contraddire ciò che nessuno può dimostrare, per il semplice fatto che nessuno ha le prove scientifiche di ciò che intende confutare ma nemmeno si possiedono le prove di ciò che si sostiene, se non attraverso la fede che è (assieme al timore di dio vendicativo), il mezzo che le religioni hanno sempre usato per far credere a ciò che non possono dimostrare nella realtà (e qui pesco nel torbido). In un articolo intitolato "Is There a God?" ("Esiste un Dio?"), commissionato (ma mai pubblicato) dal magazine Illustrated nel 1952, Russell scrive: « Se io sostenessi che tra la Terra e Marte c'è una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un'orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi, purché mi assicuri di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata, sia pure dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che - posto che la mia asserzione non può essere confutata - dubitarne sarebbe un'intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe con tutta ragione che sto dicendo fesserie. Se, invece, l'esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità ed instillata nelle menti dei bambini a scuola, l'esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all'attenzione dello psichiatra in un'età illuminata o dell'Inquisitore in un tempo antecedente. »
Di ivangel (del 03/11/2009 @ 13:56:21, in Politica, linkato 199 volte)
Per la segreteria del PD non ho votato, non vedevo bene nessuno dei tre né come segretario né come leader capace di risollevare l'opposizione dal disastro combinato negli ultimi anni. La crisi d'identità della sinistra cosidetta "Radicale" (che ha più segretari che iscritti) e questo PD né carne né pesce, che per non deludere nessuna delle due anime di cui fa parte, quella progressista e quella dei chirichetti ex democristiani fortemente influenzati dalla morale cattolica, non prende mai una posizione chiara, non segue una linea strategica per quello che riguarda l'economia, l'occupazione o i temi sensibili come il testamento biologico. C'è una cosa però che accomuna la sinistra radicale a questi moderati senza bussola: ad entrambi piace darsi le mazzate sui "coglioni". Nonostante ciò, Bersani mi era particolarmente piaciuto come ministro del governo Prodi, non escludo che possa essere anche un buon segretario di partito. A lui dobbiamo la legge secondo la quale chi oggi stipula una seconda assicurazione auto, può partire dalla classe di merito della prima (grazie a Bersani ho risparmiato 400 euro l'anno). L'eliminazione della tassa sulla chiusura dei conti correnti bancari grazie alla quale mi sono liberato di quei strozzini di Banca Intesa senza pagare pegno, l'eliminazione della tassa sulle ricariche telefoniche e della libertà di recessione senza penale dai contratti con gli operatori telefonici (anche qui), l'aumento delle licenze per i taxi (che gelosi della concorrenza non l'anno presa per niente bene). Insomma come ministro ha pensato a togliere delle tasse imposte dai privati sulla gente invece che come fanno gli attuali ministri di questo governo, a finanziare banche, aiutare evasori, togliere tasse solo ai ricchi (con particolare riguardo per chi ha portato i capitali nei paradisi fiscali) mentre i salariati che le tasse le pagano fino all'ultimo centesimo, vedono sempre la stessa busta paga, ma diminuiscono di numero. Oggi l'intellighenzia di regime pensa solo a difendere i reati del proprio padrone. Non erano certo cose "bolsceviche" quelle di Bersani, ma in questo paese capitalizzato (o capitolato) dove si pensa solo alla difesa del più forte, per una sinistra decente, non sono poca cosa (o forse sì).
Questa memorabile e straordinaria vignetta di Andrea Pazienza che rappresenta il vecchio socialista Pertini, una estinta forma di italiano ideale, che osserva quasi rassegnato il panorama del nostro paese, oggi sintetizza tristemente il mio modo di vedere (non solo politico), anche se in maniera meno ottimistica del vecchio partigiano.